Arsenico e qualità dell'acqua

La qualità dell'acqua distribuita è certamente il parametro del servizio idrico più importante per quanto riguarda i consumatori. Cerchiamo di fare chiarezza nella massima semplicità, rimandando a fonti scientificamente qualificate gli approfondimenti per chi fosse interessato.

La legge prescrive due categorie: acque destinate a uso potabile e acque destinate ad imprese alimentari. Entrambi i settori sono regolamentati e le caratteristiche che l'acqua deve osservare sono individuate  con ben determinate prescrizioni. I parametri  da considerare sono di tre tipi: quelli microbiologici, chimico-fisici e organolettici. I primi si riferiscono a batteri patogeni che devono essere assenti sotto precise condizioni. I secondi si riferiscono al contenuto in minerali presenti in natura che deve ricadere di solito dentro un intervallo minimo-massimo.

A  questo indirizzo sono riportati dettagli in merito e una tabella contenente i valori consentiti dalla legge.

questo indirizzo Acqualatina ha pubblicato un dossier sulla qualità dell'acqua con un riassunto delle norme vigenti. Sono disponibili inoltre i dati delle analisi comune per comune, le ordinanze in merito alla potabilità dell'acqua emesse dai singoli comuni e le raccomandazioni in merito dell'Istituto Superiore della Sanità emesse il 30.11.2010.

In alternativa Acqualatina pubblica a questo indirizzo una pagina riassuntiva  con i valori numerici rilevati nei vari comuni.

La AUSL, Azienda Unita Sanitaria Locale di Latina,  pubblica a questo indirizzo una mappa della provincia con i risultati ufficiali, comune per comune, delle analisi effettuate.  La frequenza dei controlli però, compito ovviamente della AUSL stessa, è piuttosto aleatoria.

Da parte nostra seguiremo l'evolversi della qualità dell'acqua e del contenuto in arsenico delle acque potabili man mano che i dati ufficiali relativi diventeranno disponibili, cosa non sempre velocissima purtroppo.



AGGIORNAMENTO DEL 4 MARZO 2011 •PDF• •Stampa• •E-mail•

Nella conferenza stampa odierna, 4 marzo 2011,  Acqualatina ha presentato una relazione sulla situazione attuale della rete in relazione al problema arsenico. Il comunicato stampa che ne è conseguito è leggibile nella apposita sezione oppure cliccando qui. Allegato al comunicato è stata fornita una documentazione  grafica piuttosto approfondita che  è integralmente visibile cliccando qui.

Le prime tre tabelle mostrano l'andamento dell'inquinamento in ATO4 rispettivamente nel 2004, 2010 e febbraio 2011. I dati indicano che, partendo da una situazione iniziale piuttosto deteriorata, ad oggi 34 comuni su 38 rientrano nei limiti di legge.

Seguono una serie di tabelle sul piano arsenico 2014-2012 e sull'andamento dell'inquinamento nelle varie sorgenti e comuni nel periodo 2005-2010. Chiude l'allegato un dossier composto da  varie tavole su quanto  tecnicamente è stato fatto e quanto Acqualatina intende fare nell'immediato onde riportare tutta l'ATO4 sotto il fatidico limite dei 10 microG/L.

L'interpretazione dei dati forniti soltanto in parte è alla portata del normale utente il quale essenzialmente richiede un dato soltanto: quando l'acqua tornerà potabile senza alcuna condizione o pericolo. La meta è vicina per Cisterna, si parla di due-tre mesi per attivare l'allaccio alla sorgente di Ninfa. Molto più lontano il termine per la parte nord del comune di Latina, Anzio e Nettuno le cui acque vengono dal Carano: si dovrà attendere la fine del  2012. Per l'estate è prevista la soluzione per Cori mentre la nuova condotta per Sermoneta arriverà entro l'anno.

L'azienda rivendica una adeguata programmazione di questi interventi facendola risalire al 2004 pur riconoscendo ritardi dovuti a svariate cause ed opportunità. La mancata ulteriore deroga del 2010 ha portato alla crisi con conseguente accellerazione dei lavori. Questo discorso, la salute per deroga, non trova certo comprensione presso il normale utente che  si aspetta sempre la migliore attenzione quando la propria salute è a rischio.

Il gestore ha giustamente scelto la strada dell'informazione cercando in sintesi di rassicurare l'utenza sia sui lavori in corso sia sui controlli che vengono effettuati ormai frequentemente,  a volte anche quotidianamente,  in stretto contato con la ASL: Per la prima volta si sono sentite ammissioni di scarsa chiarezza sul volantino distribuito agli utenti "allo scopo di non allarmare la popolazione" Quello che è certo è che tra le mille polemiche sul Servizio Idrico, gli investimenti  fatti/non fatti, la morosità in crescita, l'acqua pubblica/privata, il problema arsenico è la classica ciliegina sulla torta. Sulla salute però non è permesso a nessuno temporeggiare, discutere, polemizzare. Occorre soltanto operare con la massimo celerità ed attenzione, cosa certamente non avvenuta in passato.

 
arsenico: 10 o 20? •PDF• •Stampa• •E-mail•

Latina,  14.02.2011

Grande discussione in questi giorni, con relativa denuncia in Procura,  sulla "tabella 1" e sui relativi limiti. Cerchiamo di fare chiarezza. La tabella 1 è uno schema annesso ad una informativa dell'Istituto Superiore di Sanità, ISS, in una sua raccomandazione sul problema dell'arsenico nelle acque potabili. In tale tabella  per valori di arsenico minori di 10 mcg/l è prevista la piena potabilità, tra 10 e 20 l'acqua viene considerata potabile ma vietata a bambini, anziani o per chi ha patologie, oltre i 20 non è potabile ma utilizzabile per altri usi.

L'ISS specifica chiaramente che la tabella contiene  le condizioni limitative di utilizzo solo in presenza di una deroga della Comunità Europea, CE, per acque con arsenico  fino a 20  mcg/l.

In base a questa tabella, è nata una curiosa distinzione: la "potabilità giuridica" e la "potabilità sanitaria". Ovvero,  secondo quanto dichiarano i sindaci, la ASL li avrebbe invitati ad applicare la tabella 1 nei casi di acqua fino a 20 mcg/l  pur in assenza di deroga in quanto la Regione ha richiesto a fine gennaio alla CE la deroga stessa. Poichè ci sono precedenti deroghe ammesse fino a 20 mcg/l, si presuppone che sarà concessa,  ma  al momento il limite legale è e rimane a  10 secondo legge. Ecco spiegate le varie ordinanze di limitazione dell'utilizzo di acqua potabile secondo i criteri della tabella 1.

Il ragionamento quindi è che, nonostante non sia certificata   la potabilità giuridica a 10 mcg/l,   poichè si è in attesa della concessione della deroga nel frattempo in presenza di valori tra 10 e 20 mcg/l  si può applicare  la "potabilità sanitaria" a 20 mcg/l e quindi la tabella 1. Da tener presente che tra  la richiesta della precedente deroga e la sua negazione, sono passati 10 mesi!

L' OTUC si riunirà domani 15 febbraio per discutere la situazione. Fino ad allora non esprimiamo giudizi.

 
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